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Trofeo Balcone delle Puglie, 3^ edizione
Trofeo Balcone delle Puglie, 3^ edizione
Ancora una volta Automurgia si dimostra attenta allo sport e alle iniziative locali! Questa volta è in prima fila per l'organizzazione della 3^ edizione del Trofeo Balcone delle Puglie. Per il terzo anno, infatti, si svolgerà presso la cittadina di Minervino Murge un'importante gara podistica a livello regionale. Vedrà gli atleti affrontare i dislivelli del bel paesino per una distanza complessiva di 10 Km. La partenza è prevista per le ore 9.30 dalla Villa Faro. Qui troverete il nostro stand, con in esposizione due meravigliose autovetture, dove poter conoscere lo staff di Automurgia e dove chiedere loro informazioni, preventivi e consulenza. Nelle ultime due edizioni abbiamo registrato un successo davvero sorprendente, dovuto all'ottima organizzazione e all'aria di festa che si respirava. Quest'anno non possiamo che pretendere di più! Accorrete numerosi, diamo il nostro supporto agli atleti in gara e cerchiamo di divertirci! Vi aspetto! ...
Fiat Panda e Freemont Cross Sono le versioni più estreme pensate per chi va su terreni difficili Ancora più «fuoristradistica» della Panda 4X4: è la Panda Cross che Fiat presenta al Salone di Ginevra con di serie trazione integrale «Torque on demand» e la funzione di bloccaggio elettronico del differenziale con il selettore «Terrain control». Questi sistemi consentono di gestire la coppia in funzione delle condizioni del terreno e a seconda della modalità impostata: in «Auto» è la centralina a decidere come ripartirla, in «Lock» si ha la trazione integrale sempre attiva e vengono frenate le ruote che perdono aderenza mentre con la funzione «Hill descent» si facilitano le discese in condizioni di forte pendenza. Per il fuoristrada Alla nuova versione della più amata dagli italiani non manca niente per chi si vuole cimentare nel fuoristrada, compresi una maggiore altezza da terra rispetto alla 4X4 e angoli di attacco migliorati, con 24° in entrata e 33° in uscita. Inoltre, adotta pneumatici all season da 15 pollici. Anche l’aspetto della Panda Cross fa pensare subito al fuoristrada con lo skid plate in bella evidenza sulla parte anteriore, gancio di traino rosso perché sia immediatamente visibile nel caso si debba essere tratti d’impaccio, fendinebbia integrati e barre portatutto per caricare anche sul tetto. Non mancano richiami molto moderni come le luci diurne a Led o il terminale di scarico cromato. Anche la sicurezza è stata tenuta in considerazione: la Panda Cross, infatti, è stata dotata del City Brake Control, il sistema che riconosce la presenza di altri veicoli o di ostacoli posti di fronte alla vettura e frena automaticamente nel caso in cui il guidatore non intervenga direttamente per evitare la collisione o ridurne le conseguenze, attivo fino a 30 km/h. Due i motori disponibili, entrambi con Start&Stop di serie. Si può scegliere fra il 1.3 Multijet da 80 CV e il bicilindrico 0.9 Twinair da 90 CV con un cambio a 6 rapporti e con la prima ridotta per affrontare le pendenze più difficili. Arriva in autunno nella sola livrea arancione. Freemont Allestimento Cross anche per la Freemont con nuovi paraurti anteriore e posteriore con dettagli cromati così come le minigonne laterali, la griglia anteriore è invece in nero lucido e i cerchi in lega sono da 19 pollici a 5 razze. Rivisti anche gli interni con sedili in pelle con inserti sportivi a rete con cuciture a vista in grigio chiaro. Inoltre, sono di serie accessori come il navigatore Uconnect da 8,4”, la telecamera posteriore di parcheggio e l’impianto audio Alpine con 6 altoparlanti amplificatore da 368 watt e il subwoofer. FONTE: motori.corriere ...
I modelli peggiori di sempre!
I modelli peggiori di sempre!
Ecco la classifica dei modelli sbagliati... Mercedes, Renault, Fiat e Volkswagen hanno collezionato le peggiori perdite nell'ultimo quindicennio, ecco la poco lusinghiera classifica. And the winner is? Anzi the loser is? Un'importante Istituto di Ricerca Finanziaria ha stilato una poco onorevole classifica delle perdite che modelli sbagliati hanno procurato ai principali costruttori mondiali negli ultimi 15 anni. La top 10 delle perdite totalizza la bellezza di 20 miliardi di euro. La classifica è stata ripresa e commentata dai media e dalle Agenzie Finanziarie e non è, attenzione, una lista completa dei "fallimenti" ma solo una rigorosa valutazione in ordine decrescente delvalore assoluto delle perdite del modello e della perdita per unità prodotta che quel modello ha generato per il suo costruttore. E dunque chi sono i "vincitori tra i perdenti"? Troviamo insieme generi automobilistici totalmente diversi tra loro, come Mercedes, Renault, Fiat, Volkswagen, Peugeot, Audi, Bugatti, Jaguar. Al primo posto, con 3,35 miliardi di euro la prima generazione Smart, lanciata nel 1997, con enormi costi di sviluppo ed un target annuale di vendite fissato in 200.000 unità, risultato mai neppure avvicinato nella sua lunga carriera. La perdita per unità è stata di 4.470 euro, un bagno di sangue e del resto anche la seconda generazione ha proseguito il trend di perdite, senza considerare il disastroso fallimento e la breve vita della infelice Smart a 4 posti. Tra i fallimenti di Mercedes per altro non si possono non citare la Classe A monovolume, specie la prima generazione, quella dell'alce, che troviamo al quinto posto della classifica con 1,71 miliardi, la grossa Classe R, pensata per gli USA e che invece proprio oltreoceano ha registrato la sconfitta più cocente, la superlussuosa Maybach, nata nel 2002 con grandi ambizioni e cancellata nel 2012. Al secondo posto l'anti Golf della Fiat, quella Stilo che, lanciata nel 2001, raggiunse a stento le 180.000 unità e solo nei primi due anni, contro un target annuale di 380.000. Stilo costò a Fiat 2,1 mld di euro ed una perdita per unità di 2.729 euro. Tra i brucianti errori del Gruppo peraltro vanno annoverarti anche le Alfa 145 e 146, la 155, la 159, Brera e le Lancia Lybra berlina, Thesis, Delta 2, Kappa. Al terzo gradino la disastrosa versione con marchio Volkswagen dell' Audi A8, la Phaeton, in un ruolo di ammiraglia understandment che non ha mai convinto i mercati. Per la Phaeton fu costruita una nuova fabbrica dedicata a Leipzig, motorizzazioni enormi come il W12 6 litri benzina o il 5 litri V10 diesel, ma a fronte di un target di 50.000 unità/anno il picco massimo raggiunto dall'ammiraglia triste è stato di 11.000. Risultato una perdita globale di 2 miliardi di euro e una stratosferica perdita per unità di € 28.101! Complimenti davvero e anche per VW altri errori hanno fatto meno danno ma bruciano, come la popolare Fox, l'attuale generazione Passat, la Golf 5, la recentissima Up! Disastro da quarto posto per il piccolo monovolume Peugeot 1007, dalle porte scorrevoli, lanciata nel 2004 con grandi ambizioni (150/200.000 unità anno) che ha toccato un picco di neppure 75.000. Pur drasticamente tagliata nel prezzo di vendita dai 18.000€ iniziali a 12.000, la 1007 è costata una perdita di 1,9 mld di euro e 15.000€ di perdita per unità!! Della Classe A al quinto posto abbiamo già detto, mentre al sesto posto ancora un esempio della smisurata ambizione di Piech, quella Bugatti Veyron che è costata 1,7 mld di euro con una perdita per unità venduta di qualcosa come 4,6 milioni di euro!!! Stessa perdita globale per la "piccola" Jaguar X-Type, basata sulla Ford Mondeo e immaginata come antagonista ideale della BMW serie 3. Anche in questo caso 200.000 vetture/anno l'obiettivo, 75.000 il picco faticosamente raggiunto. Risultato 1,7 mld di perdita e 4.687€ per unità. Ottava la Renault Laguna, generazione 2007, immaginata come ammiraglia e portabandiera del marchio francese, con un miliardo e mezzo di euro di perdita e 3.548€ per unità. Al nono posto la coraggiosa, innovativa e costosa Audi A2, nata del 2000 e soppressa nel 2005 per i proibitivi costi di produzione. Risultato 1,3 miliardi di perdita, 7.532€ per unità. A chiudere la classifica, al decimo posto, ancora una Renault, l'originale ma brutta, ammiraglia Vel Satis, nata nel 2001 e terminata nel 2009. Rimasta sempre confinata in numeri di vendita imbarazzanti per modestia, la "brutta ammiraglia" è costata 1,2 mld con una perdita per unità di 18.712€. Interessante vero? Si fa fatica ad immaginare, anche col senno di poi, che raffinatissimi staff marketing e board aziendali di primo livello possano aver puntato su scelte così sbagliate e onerose. Eppure è accaduto e come visto per costruttori tra loro completamente differenti. Nessuno ha le bacchetta magica e le scelte dei consumatori sono davvero difficili da individuare, in un mercato a larga offerta e ipersaturo come quello dell'auto. Forse davvero, come dicono i creativi per spuntare compensi più alti, il successo dipende principalmente dall'intuizione felice sui fattori che influenzano la scelta del consumatore, più che dalla capacità progettuale e produttiva in sé. In più qualche volta è il fattore motivazionale del vertice che orienta a scelte sbagliate, spesso per l'ambizione di essere presenti in segmenti importanti o prestigiosi. Gli esempi degli errori di Piech, con Phaeton e Bugatti, o delle ammiraglie francesi, alle quali va aggiunta la Citroen C6, rientrano in questa categoria.  ...
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